domenica 20 febbraio 2011

So what?


L’altra sera mi trovavo a Madrid, a cena con la direttrice di un importante istituto di ricerca internazionale. Era il giorno del rinvio a giudizio di Berlusconi per cui cercavo, sul filo dell’attualità, di spiegarle l’antefatto, in particolare l’episodio della telefonata alla Questura. Lei, statunitense che vive e lavora a Francoforte, mi ha spiazzato con la sua mentalità anglo–tedesca: “So what?”

Ovvero: se anche fosse stata la nipote di Mubarak, cosa sarebbe cambiato? Se aveva rubato, avrebbe comunque dovuto pagare il suo conto con la giustizia. Un passaggio logico elementare in una comunità repubblicana civile diventa un affascinante esotismo giudiziario in una repubblica delle banane come la nostra.

Abituati come siamo a considerare parentele e raccomandazioni come utili lasciapassare per scroccare posti e prebende, le stesse forme di nepotismo vengono adesso pubblicamente invocate, dal Presidente del Consiglio, addirittura come attenuanti di un reato; il tutto nell’indifferenza generale. Siccome siamo uomini di mondo, il dibattito si è immediatamente spostato al livello successivo: era davvero convinto che fosse la consanguinea dell’(ex) presidente egiziano? Stava mentendo? Che rapporti c’erano tra i due?

Ipotizziamo che la cubista Ruby Rubacuori fosse realmente la nipote di Mubarak. Tanto basta a giustificare l’improvvida telefonata? Familiari, congiunti e affini di capi di stato stranieri possono venire tranquillamente a delinquere nel nostro Paese e non si può procedere nei loro confronti altrimenti si “rischia l’incidente diplomatico”? Scaltri retroscenisti e acuti dietrologi, noi italiani tendiamo sempre a vivisezionare quel che accade dietro le quinte ignorando quanto avviene sul palco principale: nel dibattito pubblico su questa squallida vicenda abbiamo tralasciato un piccolo dettaglio. Si chiama Stato di diritto.

4 commenti:

Marco ha detto...

Temo che ora preferirebbe aver rischiato l'incidente diplomatico al dover affrontare l'incidente probatorio... L'unica cosa certa è che l'incidente democratico ce lo siamo beccati tutto noi. Cordialmente, M.

andrea maio ha detto...

grazie marco. a volte quando degrado questo modo di procedere nel mondo dell'informazione mi sento una mosca bianca. sono contento che qualcuno cerca di tenere sveglio il parere della gente. e soprattutto la dignità, quella vera, non quella per cui milioni di donne sono scese in piazza domenica scorsa.
grazie ancora davvero.

andrea

Fabrizio ha detto...

Ovviamente la telefonata di B è indifendibile, però potresti dire alla direttrice che la ragione di Stato esiste anche in Usa e chiederle: perchè dopo le dimissioni di NIxon, non fu processato e arrestato?
(ovviamente non dico che una eventuale nipote di Mubarak fosse uguale a un capo di stato, però anche lì si fece un'eccezione)

Giulio Lo Iacono ha detto...

@Marco. Purtroppo non si tratta di un fatto incidentale.

@Andrea. Cosa intendi per dignità "quella vera"? Non afferro.

@Fabrizio Scomodare la ragion di Stato per Ruby Rubacuori mi sembra ridicolo. E poi Nixon, appunto, si dimise.