Notizia: Bruno Vespa nei convegni fa il giornalista. Giuro: l'ho visto coi miei occhi.
Giovedì scorso, Roma, piazza Capranica, tavola rotonda organizzata dall'Unione Nazionale Consumatori. Modera il conduttore di "Porta a Porta"; presenti, tra gli altri, i Presidenti delle Autorità Antitrust, Energia e Telecomunicazioni.
Questioni pertinenti, toni ficcanti, addirittura la seconda domanda quando l'interlocutore cercava di svicolare. Il Vespone semprava un anchorman americano, di quelli aggressivi.
Regolamento di conti? Allucinazione? Corto circuito spazio-temporale?
In realtà Vespa saprebbe fare il suo mestiere egregiamente. Se volesse.
Solo che in tv si trasforma magicamente da giornalista a scendiletto. I toni si fanno soft, le domande evaporano nell'etere, gli ospiti politici sprofondano nelle loro comode poltrone bianche. Quando non si accomodano davanti alle scrivanie di ciliegio.
Forte coi deboli e debole coi forti, il Vespone catodico diventa il ciambellano del conformismo informativo, il cerimoniere del rumore di fondo cui è ridotta la comunicazione in questo Paese.
Una Vespa senza veleno, che non punge, svolazzando attorno ai suoi ospiti. Come un qualsiasi insetto molesto.
Ci saranno altri modi, se vorrete
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Questo posto dell’Espresso – che non aggiornavo da molti giorni, e me ne
scuso – finisce qui dopo 15 anni esatti: pensate che quantità mostruosa di
sciocch...
4 anni fa
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