mercoledì 19 novembre 2008

Onorevole si accomodi

Mentre prosegue la ridicola telenovela sulla Commissione di Vigilanza Rai, una ricerca dell’Osservatorio di Pavia dimostra che la presenza della politica nei telegiornali del nostro presunto servizio pubblico non ha paragoni in Europa.

Il post di oggi riprende pari pari il lancio d’agenzia con i dati della ricerca i quali, c’è da scommetterci, non circoleranno molto: gli spazi informativi saranno infatti tutti occupati dalle imperdibili esternazioni degli incontinenti Cicchitto e Gasparri.

I nostri tg infatti dedicano più di un terzo della loro durata alla pagina politica, più del doppio di quelli inglesi, francesi, tedeschi e spagnoli. E' quanto emerge da un'indagine condotta dall'Osservatorio di Pavia su 'Politica e giornalismo nei telegiornali Rai', commissionata dalla stessa azienda pubblica, secondo la quale Tg1, Tg2 e Tg3 dedicano ciascuno almeno dieci minuti alla politica in ogni edizione.

Mentre gli altri tg dell'Europa Occidentale (quelli dell'inglese Bbc One, di France 2, della spagnole Tve e della tedesca Ard) se mancano notizie rilevanti di politica non parlano proprio. Nei tg Rai la percentuale media dedicata alla pagina politica e' del 34,8% mentre negli altri quattro tg europei e' del 16,5%, meno della metà.

Ma non e' solo un problema di tempi: nei Tg Rai lo spazio della politica e' caratterizzato per lo più da esternazioni: il 55 per cento contro il 25,4 delle testate europee, che invece privilegiano le azioni dei politici anzichè le intenzioni dichiarate. Nei tg Rai - dice ancora la ricerca - le esternazioni si concentrano nel resoconto in esterna, nelle dichiarazioni e nei discorsi: il 64,2 per cento contro il 21,2 delle testate europee.

C'e' poi il dato sulla controversialità, cioè 'la presa di posizione a favore o a sfavore di', 'il rispondere a', 'la polemica': i tg Rai la premiano con il 41,6 per cento, mentre all'estero solo per il 20,7.

Quanto ai protagonisti della politica nel resoconto giornalistico, in Europa non esiste la cronaca parlamentare costituita da resoconti in esterna davanti a Montecitorio, nè interventi direttamente dalle Camere, nè tantomeno interviste e dichiarazioni nel Transatlantico. E poi in Europa sono presenti in video solo i leader politici di partito o di governo, i portavoce invece no e neppure tutto il resto, e Parlamento e governo vengono descritti quasi del tutto nelle loro funzioni deliberativa ed esecutiva.

In pratica, più che una Televisione di Stato, abbiamo uno Stato di Televisione.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ecco l'ennesima dimostrazione che l'Italia primeggia sempre in negativo!
Dany '74

Giulio Lo Iacono. From 1973. ha detto...

Fortunatamente Internet ci offre una valvola di sfogo per una boccata di informazioni "senza filtro". Ma siamo ancora troppo pochi, contrariamente a quanto si dice purtroppo non siamo "un popolo di navigatori"...

Anonimo ha detto...

Caro Giulio, la situazione che hai descritto dell'Europa a me non sembra così migliore di quella che abbiamo noi, ti dico che in Germania c'è un forte malcontento della politica attuata e divulgata tramite i MEDIA.. cmq studiando comunicazione ritengo necessario che se ne parli, bene o male, ciascuno dice la sua, nel caos della democrazia, c'è spazio ancora per parlare di politica e allora ben venga! ;)eleonora '78

Giulio Lo Iacono. From 1973. ha detto...

Cara Eleonora, naturalmente nessuno è perfetto ma io farei a cambio domani mattina con la Germania per quanto riguarda la politica e i media.
Dal 1989, quando cadde il muro di Berlino, la politica in Germania è riuscita nell'impresa titanica di riunificare la parte ovest con quella est. I servizi pubblici funzionano. La tv pubblica fa il suo lavoro. Certo poi c'è anche quella commerciale. Ma le persone leggono molto di più. Giornali e libri. Sanno discernere. Ed eleggono persone serie. Che governano seriamente. Chiediamo troppo?